Giovanni  Erbabianca ha più di 40 anni ma, in verità, non li dimostra davvero. Per il suo aspetto giovanile, certo, ma soprattutto per la freschezza e l’entusiasmo con cui ti parla del suo lavoro, delle sue idee, dei suoi progetti.  Prendetevi un po’ di tempo,  venite  a trovarlo nel suo confortevole e accogliente atelier al Vecchio Conventino, e fatevi raccontare il suo percorso di artista.

Autodidatta, pieno di interessi, ha iniziato giovanissimo ad interessarsi alla creazione di “sculture Luminose”,  ma è solo a partire dal 2001 che si è dedicato a tempo pieno a questa attività.

Tra i momenti importanti della sua carriera, va ricordata la partecipazione  al concorso “Nuove idee per nuove imprese”, indetto dal Comune di Firenze, grazie al quale ha ottenuto quei  finanziamenti utili a rendere stabile la sua attività ed a creare l’atelier “Fiori di luce”,  prima in via Romana e poi in Borgo San Frediano.

E’ grazie a questa esperienza che si è fatto conoscere ed ha potuto intessere relazioni con altri artisti italiani e stranieri, primo fra tutti il Rumeno Adrian Cerga, che come lui utilizzano, per le proprie opere, materiali di recupero.

Perché, cosa che Giovanni sottolinea sempre con grande passione, lui si sente, prima di tutto, un Eco-Designer, motivo per il quale le sue opere, per essere apprezzate fino in fondo,  devono essere lette con una doppia valenza: sicuramente quella espressiva, ma, in seconda istanza, quella ideale, con cui viene sottolineato il fatto che tanti materiali che ci soffocano e creano montagne di rottami, spesso inquinanti e difficili da smaltire, possono essere riutilizzati, dando vita a nuove forme e a nuovi  manufatti.

Insomma, con il suo lavoro, Giovanni Erbabianca ci richiama ad un imperativo categorico: una maggiore attenzione per ciò che deve essere veramente scartato e ciò che, viceversa, può essere reimpiegato.