I significati di queste due immagini, l’Albero e il Bradipo, mi sono molto cari e si collegano a tutto ciò che per me rappresenta l’artigianato. Il Bradipo in natura si difende dai predatori con la sua lentezza e il suo mimetismo. E i suoi tratti, il suo sorriso buffo, lo sguardo non particolarmente sveglio mi ricordano come voglio vivere la mia vita. 
In una società dove tutto deve essere efficiente, veloce e sempre perfetto, l’immagine del Bradipo stravolge queste fondamenta e ti insegna a vivere accettando con un sorriso le tue imperfezioni e i tuoi ritmi interiori.
Da quando ho scelto di fare dell’artigianato artistico il mio lavoro ho dovuto fare i conti con i due impulsi contrari della lentezza e dell’efficienza e ho dovuto trovare dentro di me una conciliazione tra queste forze apparentemente così lontane e contrastanti. Se fai il mestiere dell’artigiano ti rendi conto che, per viverci, per guadagnare, devi produrre, ma che devi anche prenderti il tempo per ideare, il tempo che il materiale ti impone, e il tempo necessario per eseguire il tuo lavoro con maestria. E qui entra in gioco la simbologia dell’Albero. Per coniugare efficienza e lentezza, concretezza e fantasia, è necessario aspirare ad essere come un Albero, con radici ben piantate nel terreno e la chioma alta tra le nuvole.
La testa tra le nuvole ce l’ho sempre avuta, quindi questo non è difficile… In passato ho fatto fatica a stare nel mondo senza tradire quella parte onirica e sognatrice che ho dentro di me. Pensavo di dover nascondere e rinnegare quella parte per poter sopravvivere nella società. E per poco più di un decennio ci sono riuscita, ho fatto l’operatrice fiscale. Un lavoro serio e frenetico, molto concreto e assolutamente poco creativo. Sono stati anni fondamentali. Mi sono divertita molto ed è stata una bellissima esperienza formativa.

Ma c’era sempre dentro di me la Mieke di un tempo, quella che camminava e sognava e si emozionava per i suoi pensieri, quella che parlava per ore agli alberi, ai fiumi e alla luna. E alla fine quella parte di me si è ribellata alla vita che facevo ed è tornata in superficie dalle profondità in cui l’avevo cacciata. E allora ho capito che non si deve stare con i piedi per terra, ma dentro la terra! Non serve, ed è estremamente dannoso (per lo meno per persone come me) essere seri e smettere di sognare.Ma serve portare il sogno sulla terra, e per farlo senza venire travolti si deve avere delle belle radici piantate nel profondo del proprio io, si deve essere saldi, centrati e ricordarsi di non smettere mai di tendere all’infinito.